Non tutti i bambini purtroppo sono sani, alcuni più sfortunati soffrono di malattie che non permettono una quotidianità normale.
Alcuni sintomi possono essere male interpretati dall’educatore, e possono far apparire il bambino o il ragazzo svogliato.
Questa guida ha lo scopo di aiutare a capire gli insegnanti quando “quel comportamento anomalo” non è svogliatezza, ma è qualcosa di più preoccupante…
Cosa sono le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali?
Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (M.I.C.I.) sono un eterogeneo gruppo di malattie che comprende: il Morbo di Crohn, la Rettocolite Ulcerosa e la Colite Indeterminata.
Negli ultimi anni vi è stata una significativa diffusione in età pediatrica ed evolutiva, con aumenti esponenziali dell’incidenza della malattia.
Recenti indagini epidemiologiche hanno sottolineato il passaggio da una prevalenza di 3 casi ogni 100.000 abitanti a 6 casi ogni 100000 abitanti.
Anche l’esordio della malattia si è spostato da una età media di 10/12 anni all’età pediatrica molto precoce.
Le M.I.C.I. possono considerarsi malattie ad eziologia multifattoriale, in cui si riconosce il possibile intervento di tre ordini principali di fattori:
a) suscettibilità genetica;
b) eventi scatenanti: alterazioni della immonoregolazione intestinale e della sua permeabilità;
c) Fattori ambientali.
Esisterebbe infatti una predisposizione familiare. In un certo numero di casi (15-20%) il malato, ha uno o più parenti di I° e II° grado, affetti da Morbo di Crohn o Rettocolite Ulcerosa.
Queste malattie si definiscono “croniche” in quanto non sono guaribili. Esse sono caratterizzate da periodi di benessere, durante i quali la malattia si addormenta, e periodi di riacutizzazione, durante i quali la malattia esplode nuovamente con tutti i sintomi ad essa correlati.
Sfortunatamente ad oggi, non esistono strumenti che permettano di predire con certezza eventuali ricadute.
Quali sono i sintomi?
In genere i sintomi sono: dolori addominali ricorrenti, diarrea cronica con emissione di sangue e muco (talvolta però il sangue può essere occulto), febbre, calo ponderale, ritardo di crescita.
Possono però presentarsi anche: eritema nodoso, ipoderma gangrenoso, uveite, irite, episclerite, artrite.
Cosa può fare la scuola per aiutare l’alunno che soffre di M.I.C.I.?
Innanzi tutto capendo che si tratta di un problema serio e applicando flessibilità alle regole scolastiche.
La malattia, e le cure , possono influenzare negativamente il ragazzo al punto di modificarne l’umore.
Questo aspetto deve essere preso in considerazione e tollerato.
Debbono però, essere trattati come i loro coetanei, senza eccessive attenzioni che potrebbero causare imbarazzo.
Difficilmente questi ragazzi si approfittano del loro stato, anzi spesso cercano di nascondere i sintomi, poiché la riacutizzazione della malattia significa per loro nuove cure, ricovero in ospedale, e avvertono una diversità con i loro coetanei.
E’ importante lasciare decidere al ragazzo se informare o meno i propri compagni del suo stato di salute.
Può accadere che il ritardo nella crescita causato dalla malattia, provochi anche un ritardo nella maturazione sessuale, è quindi estremamente importante proteggerli dai coetanei più prepotenti.
Mi chiede spesso di andare al bagno…
Dolori addominali e diarrea si possono verificare all’improvviso. Oppure, alcuni, hanno subito un intervento chirurgico ed è stata lasciata una sacca esterna per la raccolta delle feci.
E’ assolutamente imperativo che possano lasciare l’aula dove si svolgono le lezioni velocemente, senza essere esposti alla curiosità, alla ilarità o peggio al rimprovero.
Il cibo
Il cibo non è una causa responsabile delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Tuttavia il rapporto con il cibo può variare a seconda dello stato della malattia.
In fase di benessere, quando la malattia è addormentata e in presenza di buone condizioni fisiche, il ragazzo può osservare lo stesso regime alimentare dei suoi coetanei.
In fase di recidiva vengono eliminate dalla dieta tutte le fibre e i latticini.
In caso di inappetenza viene somministrato un latte polimerico di sintesi, che ha anche effetti curativi sulla malattia.
Ai ragazzi che non riescono ad ingerire il latte per via orale, viene collocato un sondino naso-gastrico, che entra dal naso e passando attraverso la gola raggiunge lo stomaco. Con una apposita pompa, durante cicli diurni e notturni, attraverso il sondino naso-gastrico il ragazzo viene alimentato con questo speciale latte polimerico.
Il sondino non è rimovibile, e quindi il bambino lo deve portare ininterrottamente per cicli più o meno lunghi che possono durare anche sino a 10 settimane. Questo sistema di alimentazione viene definito con il nome di: dieta enterale.
Quando sono in ospedale…
Di tanto in tanto i bambini affetti da Morbo di Crohn, Rettocolite Ulcerosa, e Colite Indeterminata necessitano di ospedalizzazione.
E’ importante che questa fase difficile, non venga vissuta come un distacco dai compagni e dalla scuola.
In ospedale i bambini possono tranquillamente ricevere le visite dei compagni e degli insegnanti. Sapere di fare sempre e comunque parte della classe, li aiuta psicologicamente a combattere la malattia.
Le gite scolastiche…
Poiché la malattia può aggredire in qualsiasi momento, anche una gita scolastica può divenire un problema per il bambino.
L’idea , in caso di urgente necessità, di non poter arrivare al bagno, può provocare grande tensione al bambino.
E’ assolutamente indispensabile che egli venga rassicurato dall’insegnante che deve mostrargli (al museo, a teatro, al cinema…) la toilette più vicina.
Può accadere che…
I bambini affetti da morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa soffrono di attacchi improvvisi.
Questo può succedere anche di mattina prima dell’ingresso scolastico, oppure all’entrata in classe.
E’ necessario che l’insegnante sia tollerante in caso di ritardo e che non metta in ridicolo il ragazzo con domande imbarazzanti.