Le Malattie Infiammatorie
Croniche
Intestinali
(M.I.C.I.)
Con il termine di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (M.I.C.I.), o IBD (Immuno Bowel Diseases) dalla terminologia anglosassone, si identificano un eterogeneo gruppo di malattie croniche dell’intestino e/o del tratto digestivo che comprendono la Malattia di Crohn (MC), la Rettocolite Ulcerosa (RCU) e le Coliti Indeterminate (CI).
Negli ultimi cinque anni vi è stata una significativa diffusione in età pediatrica ed evolutiva, con aumenti dell’incidenza della malattia esponenziali.
Recenti indagini epidemiologiche in Europa sottolineano il passaggio da una prevalenza di 3 casi/100.000 abitanti a 6 casi/100.000 abitanti.
L’età media di diagnosi e tra i 10/12 anni, ma sono ormai sempre più frequenti casi di esordio della malattia anche in età pediatrica molto precoce.
Le MICI possono considerarsi malattie ad eziologia multifattoriale in cui si riconosce il possibile intervento di 3 ordini principali di fattori:
a) suscettibilità genetica;
b) eventi scatenanti: alterazioni della immunoregolazione intestinale e della sua permeabilità.
c) Fattori ambientali.
Esisterebbe infatti, una predisposizione familiare. In un certo numero di casi (15-20%) il malato ha uno o più parenti di I° e II° grado affetti da Malattia di Crohn o Colite Ulcerosa.
Queste malattie si definiscono “croniche” in quanto non guariscono definitivamente. Sono caratterizzate da periodi di benessere, durante i quali la malattia sia addormenta, e periodi di riacutizzazione, durante i quali, la malattia esplode nuovamente con tutti i sintomi ad essa correlati.
Sfortunatamente, ad oggi, ancora non esistono strumenti che permettano di predire con certezza eventuali ricadute.
Il sospetto di MICI è basato sulla presenza di uno o più dei seguenti sintomi:
dolori addominali ricorrenti o continui, invalidanti e tali da interferire con le normali attività del bambino e del ragazzo.
Diarrea cronica con emissione di sangue e muco (talvolta però il sangue può essere occulto), con risvegli notturni, episodi febbrili e calo ponderale.
Retorragia con o senza diarrea, con ispezione anale negativa ed in assenza di stipsi.
Ritardo di crescita e/o dello sviluppo ponderale.
Possono essere presenti sia all’esordio che, nel corso della malattia complicanze extra-intestinali come:
eritema nodoso
pioderma gangrenoso
uveite
irite
episclerite
artrite
Una volta posta la diagnosi di MICI, la gestione del paziente è affidata al Centro di Riferimento in simbiosi con il medico curante che deve conoscere gli aspetti clinici e terapeutici più importanti della malattia.
Gli obiettivi principali del trattamento sono rappresentati dalla possibilità di: controllo dei sintomi e delle complicanze, induzione della remissione nella malattia (clinica e istologica), scelta terapeutica individualizzata alle complicanze del bimbo o del ragazzo e della famiglia, e mantenimento di un buon stato nutrizionale generale del soggetto.